martedì, Ottobre 4, 2022
HomeAttualitàPiazza XXIX Maggio

Piazza XXIX Maggio

Piazza XXIX Maggio è stata recentemente oggetto di lavori di pavimentazione, trasformata poi da strade carrabili e parcheggi a parziale isola pedonale, di cui non sappiamo assolutamente nulla riguardo ad una sua totale riapertura.

Come si può vedere nella foto in alto, la piazza in origine era composta da due strade, ognuna con un proprio senso di marcia, e sosteneva in modo egregio il transito dei veicoli provenienti e diretti a nord del territorio.

Un giorno, senza apparente motivazione, una delle due carreggiate (lato sud) fu chiusa incanalando il traffico sull’altra carreggiata.

Successivamente, a conclusione dei lavori di pavimentazione, è arrivata la definitiva chiusura, a parte un breve tratto senza possibilità di sosta.

C’è da tenere presente che la viabilità nella piazza era nata naturalmente come collegamento alla parte nord della città e i paesi limitrofi, e come in tutte le piazze c’era sempre varia attività, chi andava a Casoli, Metato, Vado, Greppolungo, Lombrici, era frequente una sosta nella piazza, per fare acquisti, nei negozi sorti in quei luoghi, proprio in virtù del traffico che ne favoriva il commercio, composto anche da merceologie pesanti che necessitano di un mezzo per il loro trasporto.

Persino molti turisti si fermavano lì per acquistare prodotti tipici e artigianali, da sempre tradizione nel commercio camaiorese.

Come si presenta ora la zona commerciale, desolata.

Chiusa Piazza XXIX Maggio (freccia verde) il traffico veicolare si è spostato su due strade, Viale Oberdan e Via Bellosguardo (frecce rosse) tagliando fuori la parte nord.

Il risultato è che ora parte del flusso veicolare, che una volta utilizzava le strade della piazza come collegamento, va ad aumentare il carico stradale soprattutto in via Bellosguardo, dove al semaforo con l’incrocio di via Fondi le auto ferme al semaforo, che intendono girare a sinistra, ossia verso il centro, sono costrette ad attendere che tutte le auto provenienti dal senso opposto (lato Montemagno) siano tutte passate, spesso però ve ne sono così tante che non hai il tempo per svoltare e ti ritrovi di nuovo il “rosso”, attendendo e sperando che vada meglio al prossimo “verde”.

Qualcuno nelle istituzioni sembra non accorgersi anche di un’anomalia, infatti a causa dell’intenso traffico che produce lunghe code, al semaforo la fila delle auto è costretta a sdoppiarsi, essendoci una sola corsia conseguentemente ne esce fuori una violazione al codice della strada, purtroppo gli automobilisti sono costretti a quell’infrazione anche perché pur volendo non hanno altra scelta.

Il problema è che a quell’impianto semaforico manca una “freccia verde” e una corsia riservata per chi intende svoltare a sinistra, comportando di fatto la riduzione della coda e del rischio di incidenti.

I malumori degli automobilisti sui tempi d’attesa sono sicuramente comprensibili, oltre a ciò l’aumento delle auto in coda comporta anche un aumento dell’inquinamento.

A complicare il già caotico quadro è stata poi la scelta della posizione del mercato settimanale, difatti ora i banchi occupano una delle due suddette strade, le auto non potendo percorrere viale Oberdan sono costrette a utilizzare solo via Bellosguardo, e con l’aumento del traffico aumentano le code.                                                            Pianificare un mercato in una strada di transito così importante non appare una buona scelta.

I “ruderi” rinvenuti nella piazza, che nessuno “ammira”, e che portano via solo spazio, sono circondati da paletti e catene nere che potrebbero non essere sicure, sia per i ragazzi che giocano sia per chi ha difficoltà visive.                                                                        Una soluzione, se proprio, inspiegabilmente, intendono mantenere quel progetto, potrebbe essere quella di applicare una lastra trasparente, di vetro o altro materiale, questo anche per evitare che diventi l’unico punto della piazza dove cresce si l’erba, ma quella selvatica, già iniziata.

C’è stato un grande parlare di questi “ruderi”, ora tutelati, e sono stati spesi anche dei soldi per la loro valorizzazione, quando a pochi metri di distanza (freccia azzurra foto sopra) in via delle Muretta (Nomen omen) si vedono delle mura in leggero degrado, dello stesso periodo storico , liberamente visitabili, opere sicuramente di maggior valore storico ed estetico ma non tutelate, visto che chiunque se vuole ne può prendere un pezzo.

In pratica quello che hanno “incatenato” sono le fondamenta delle mura che esistono ancora lì vicino, e su cui nessuno interviene per la loro tutela.

Ci chiediamo quale sia stata la necessità di chiudere una strada e farne un’area pedonale di poca utilità, ma ci chiediamo anche se rientra nelle prerogative di un’amministrazione cambiare la natura giuridica di un’area adibita a strada e parcheggi e trasformarla una piazza chiusa al traffico, danneggiando interessi e creando complicazioni ai tanti che la percorrevano, chi per lavoro, chi per raggiungere casa.                                                  Da lì ci passavano anche le ambulanze, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, costretti ora a lunghi e tortuosi giri.

Oltre a ciò, le abitazioni e negozi della piazza (Uffici ACI compresi), risultano inaccessibili ai portatori di handicap, in quanto mancano i percorsi segnalati e i parcheggi a loro riservati (Legge 13/89).

Sono stati utilizzati due milioni di euro per chiudere al traffico la piazza, con essa hanno chiuso anche alcune attività lì sorte, altre ancora hanno il futuro incerto, due milioni di euro provenienti da tasse, tasse pagate anche da quelle attività commerciali messe ora in difficoltà economica, abbandonate e senza alcun aiuto o riconoscimento del disagio creato.

Si è chiaramente alterato un equilibrio che esisteva da sempre.

Si dice che volevano copiare le aree pedonali di Pietrasanta e Lucca, dimenticando che quelle realtà possiedono, all’interno delle loro città, una forte tradizione di arte e cultura da far vivere, a Camaiore i turisti vengono soprattutto per la diversità e la bellezza del territorio, vera arte naturale.

Una bella piazza a vederla dall’alto non sembra, appare più come una lastra di cemento, dove non c’è un albero piantato, non c’è una fontana, non c’è un centimetro quadrato di erba, non c’è gente, forse perché, a parte gli eventi, non c’è nulla di veramente interessante da vedere.

POTREBBE INTERESSARTI

Più Letti

Benvenuto sul sito Camaiore.itleggi la notizia
+