giovedì, Luglio 25, 2024
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Ci dispiace tanto.

il suo nome era Tiziana Bianchetti aveva 68 anni, la notte di giovedì primo giugno, sulla via Provinciale, ha perso la vita impattando contro una barriera di cemento (jersey) delimitante un cantiere, viveva a Camisano (Cremona), amava la Versilia e la frequentava spesso.

Molti automobilisti avevano visto e discusso di quel pericolo, la zona oggetto di lavori è su una strada in cui manca l’illuminazione pubblica, e quell’improvviso ostacolo era segnalato solo da luci di cantiere che non illuminavano adeguatamente la strada, quando invece, sia per la particolarità della strada di media velocità (fino a 70 Km/h, limitata in zona lavori a 30 Km/h) sia per l’ampia occupazione stradale, tutto doveva essere illuminato, come un albero di Natale.

Certamente l’impresa che sta realizzando i lavori, per le “luci di attenzione” ha rispettato le misure dettate dalle normative, misure standard si potrebbe dire, ma in quella particolare strada lo “standard” dovrebbe essere rivisto, competenza questa degli enti locali che avrebbero dovuto analizzare la viabilità e provvedere a nuove prescrizioni verso la Direzione dei lavori. Parliamo di quella tutela che sogniamo, forse anche di regolamenti.

Buio pesto!

Come già detto, molti automobilisti ne avevano indicato la pericolosità, quindi se tutto questo era stato visto e previsto dagli utenti della strada, a maggior ragione doveva essere visto, e previsto, anche da chi si occupa della sicurezza stradale.

Il cantiere dove è avvenuto l’incidente serve per il rifacimento di una parte del muro che delimita il fiume Camaiore, adeguandolo alla portata alluvionale duecentennale.

I lavori fino ad ora sembrano fatti bene, ma quello che non si capisce, e quello che ci si chiede, è perché stiano demolendo il “vecchio” apparente solido muro, che è sostenuto anche da un terrapieno interno (foto sotto), con un nuovo muro alto uguale al vecchio.

Non siamo tecnici, né pretendiamo di esserlo, è solo una parte di logica che ci porta a formulare una domanda: se il  nuovo muro rimarrà alto come quello che stanno demolendo, perché quei lavori?

La stessa logica ci porta a poche centinaia di metri indietro, in zona depuratore, dove l’alveo del fiume appare essere anche meno della metà, a confronto di quello oggetto di lavori, da quello che si vede quindi si può ipotizzare che, in caso di piena, se dovesse tracimare lo farebbe proprio in zona depuratore, prima ancora di raggiungere il “grande alveo”.

L’alveo dove verrà sostituito il muro (visibile a sinistra).

Anche se poi la zona depuratore sopportasse un’eventuale piena, quando l’acqua arriva qui, che si fa?

In zona Ponte di Sasso (davanti all’ex Kama Kama) infatti, vi è una strettoia dell’alveo che non sembra possa dare l’idea di poter arginare un sostenuto flusso d’acqua, che passerebbe invece in modo agevole nel capiente alveo distante poche decine di metri.

805.000 euro di spesa, dove apparentemente non se ne vede la necessità, con un cantiere fisso in mezzo alla strada per un anno, e dove su quell’improvviso ostacolo stradale, non sufficientemente illuminato, si è purtroppo interrotta la vita di Tiziana.

Nel luogo dell’incidente, ad oggi, 12 giugno, vi sono ancora rottami del veicolo dove Tiziana ha perso la vita, l’Ente, o chi per esso, non si è preoccupato di toglierli, nessun rispetto, nessuna compassione, sembrano rifiuti da seppellire nella polvere, proprio in quel cantiere.

Ricordiamo Tiziana Bianchetti, che, sia come donna, che come ospite, non è stata adeguatamente protetta.

https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/415439/lacrime-e-ricordi-per-l-ultimo-saluto-a-tiziana.html

 

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