Chiariamo fin da ora che non esiste giustificazione per quanto fatto, l’attenzione deve essere posta alla ricerca delle cause che hanno portato a questo tragico evento, in modo da poter intervenire ed evitare in futuro fatti simili.
Katy e Mirko, tutti conoscono ormai la dolorosa vicenda.
In tutta Italia, e anche all’estero, questa notizia ha generato una forte risonanza tra le persone, nella politica e nelle associazioni.
Dalle informazioni fino ad ora divenute pubbliche, si viene a sapere che il duplice omicidio non è scaturito da fattori omofobi, neppure il femminicidio è stato considerato, quale sono state allora le cause di questa surreale vicenda?
A Camaiore i cittadini storici sanno un po’ tutto di tutti, è un una particolarità paesana, abbiamo quindi avuto modo di sentire molte di quelle voci, comprese quelle dei vicini più stretti alla ormai ex famiglia, quasi tutte concordano, così da rendere chiaro sulle cause che potrebbero aver generato la reazione violenta.
Non vogliamo tuttavia indagare, non è nostro compito, sarà la magistratura a chiarire i fatti e a determinarne le pene, c’è invece da evidenziare come quasi tutte le testate giornalistiche, agenzia di stampa online, forum di discussione, abbiano descritto negativamente la nostra città, che non è stata difesa da chi lo doveva.

La narrazione collettiva data alla nostra città ha colpito un pò tutti noi, Camaiore non appartiene ad un mondo di intolleranza come è stato invece ampiamente messo in risalto, siamo invece aperti a tutti e valorizziamo chi se lo merita, e le dichiarazioni del Comandante dei Carabinieri di Lucca portano nuovi aspetti sulle cause del duplice delitto.
https://youtu.be/HR2C1rxSo3A?t=34
Sorprende che questa dichiarazione non sia stata diffusa allo stesso modo della prima notizia del duplice omicidio, non per declassare il fatto, ma per dare giustizia alla città.
Che a Camaiore non ci sia omofobia lo testimonia il fatto che nelle due legislature passate abbiamo avuto un sindaco gay, Alessandro Del Dotto, divenuto sindaco molto giovane, un bel traguardo, è stato apprezzato e sostenuto, tanto da essere rieletto perfino una seconda volta.
Con questo incarico gli è stata data la possibilità di valorizzarsi e di esprimere in pieno la sua personalità, facendolo crescere e conoscere anche a livello nazionale, nessuno lo ha mai offeso, odiato o umiliato, anzi.
Siamo però amareggiati, visto come Camaiore è stata ingiustamente considerata ci aspettavamo un suo intervento, che é anche avvocato, nella difesa di quella comunità che gli ha dato fiducia per 10 anni, pensavamo che di fronte a tutto quello che è stato ingiustamente diffuso si esponesse, facendo presente che la città, che un tempo diceva di amare, lo aveva sempre rispettato e valorizzato, invece no, sembra aver prevalso l’ideologia.
Di recente ho letto un commento di una persona che si dichiara gay, che riporto:
“Sono gay e questo strumentalizzare un fatto di cronaca nera per criminalizzare e discriminare è indignante! Chi ha numeri e cervello arriva ovunque! Dal parlamento al palco di Sanremo. In ogni settore e classe sociale abbiamo gay di successo, ammirati e rispettati e spesso milionari. Queste patetiche rivendicazioni di diritti inesistenti e valori aberranti sono solo mistificazioni di gente incapace manovrata da lobbies milionarie e politici senza scrupoli.”
(Estratto qui: https://www.youtube.com/shorts/SfbWr7NiDLk)
Ecco, un intervento del genere, visto il suo passato in città, poteva sembrare averlo scritto proprio l’ex sindaco Del Dotto, appariva quasi come la sua storia di sindaco di Camaiore, invece ci siamo trovati difesi da un ragazzo gay, NON di Camaiore.
Nel post di Alessandro Del Dotto, su quanto accaduto, molti commenti esprimono un amaro risentimento un po’ per tutti, senza moderazione.
Le informazioni ufficiali, come già anticipato, stanno offrendo una visione totalmente diversa da quella inizialmente diffusa dai media, ossia che il duplice delitto non è scaturito per cause di omofobia, e neppure per una dinamica di sottomissione o controllo di genere sulla donna, tradotto, non è femminicidio.
Ripetiamo, per l’ennesima volta, non esiste giustificazione per quanto fatto, l’attenzione deve essere posta alla ricerca delle cause che hanno portato a questo tragico evento, in modo da poter intervenire ed evitare in futuro fatti simili.
Alla fiaccolata, in ricordo di Kety e Mirko, hanno partecipato diverse persone, e associazioni, le quali annunciano l’avvio di un presidio per commemorare e discutere sull’accaduto, confermando anche la presenza del Sindaco Pierucci e della cittadinanza.
Nel volantino riguardante il presidio LGBTQIA+, il primo nome dei partecipanti è infatti il Sindaco Pierucci, una presenza importante, anche impegnativa.

Dal volantino diffuso sembrava prevista la possibilità, per la cittadinanza, di dire la sua, di partecipare alla discussione, ma chi ci ha provato è stato allontanato.
Alla fine del video è rimasto impresso quel partecipante, venuto chissà da dove, urlare con un pò troppa veemenza verso quel nostro concittadino, che si stava ormai allontanando, ed anche non la smetteva, una vigilessa lì presente lo ha giustamente rimproverato.
https://www.facebook.com/reel/1556477892539462?locale=it_IT
I commenti su quel nostro concittadino, che voleva parlare, sono davvero oltre la decenza:
Appare così che la cittadinanza di Camaiore sia stata invitata, da estranei alla città, a partecipare a Camaiore, alla discussione su un fatto avvenuto a Camaiore, senza però poter intervenire nella discussione.
Vi è stato un altro fatto, non del tutto gradito, una delegata della Casa delle Donne di Viareggio, intervenuta per portare la sua esperienza in quell’ambito associativo, alla fine del suo discorso ad alta voce, esclama: “Questo è un femminicidio…”.
https://youtu.be/R8WOqz1aI2M?t=3182
Il post pubblicato dalla Casa delle Donne sull’accaduto.
Si ribadisce che le indagini preliminari hanno escluso la fattispecie “femminicidio”.
La Casa delle Donne di Viareggio si pensa ottenga vari contributi pubblici, per caso anche il Comune di Camaiore sta in qualche modo contribuendo?
Abbiamo anche il fu politico Niki Vendola che in apertura di un articolo titola in questo modo: Omofobia a Camaiore, l’odio che uccide.

Poi prosegue: Non sappiamo ancora tutto dell’omicidio di Mirko e di sua madre. Se non sa ancora tutto (forse non sapeva addirittura nulla), perché parla di omofobia e odio a Camaiore?
I commenti al suo articolo poi… https://www.repubblica.it/commenti/2026/06/25/news/omofobia_a_camaiore_l_odio_che_uccide-425433439/
Altri media:


Le notizie diffuse, nell’immediatezza del fatto, hanno generato una serie di commenti frettolosamente negativi, il nome della nostra città è stato associato a condotte omofobe e contro le donne (femminicidio), migliaia di commenti pieni di rancore ed insulti, soprattutto nei confronti di chi cercava di far ragionare, di chi invitava ad attendere la fine delle indagini, niente da fare, troppo carichi di risentimento che hanno travolto chiunque non la pensasse come loro.
Ne alleghiamo alcuni trovati per strada:


Questa ci accosta persino a Pacciani e ai compagni di merende. 
Questo non crede alla parola dei parenti e di chi lo conosceva, e a chi crede allora?

Ve ne sono a migliaia di commenti simili, la nostra comunità disegnata in ogni forma negativa possibile.
Si evidenzia che tutti, per dar forza ai loro argomenti, utilizzano una frase che il padre avrebbe detto al figlio, ossia “meglio morto che gay”, scritta quattro anni fa su un social pubblico.
Ammettendo che sia stata davvero espressa, va probabilmente collocata in un contesto di forte disagio familiare, temporaneo, anche perché quella frase in quattro anni non l’ha più ripetuta, altrimenti le autorità, avvisate, ed allarmate, si sarebbero certamente messe in azione, sequestrando le armi in casa, sono tuttavia opinioni.
Nonostante tutto, a sostegno di quel post di anni fa, la narrativa continua nella dichiarazione che l’uccisione del figlio sia stata scaturita dall’omofobia.
Anche la politica tutta (destra, centro, sinistra) si è mossa, ma non per cercare la verità, solo per cercare i voti.
Pure alcuni “opinionisti” hanno rimarcato l’omofobia come fattore scatenante l’omicidio:
In questa “rassegna” stati pubblicati SOLO alcuni dei messaggi che hanno interessato la nostra comunità, ve ne sono a migliaia su questo tono, vi è da rendersi conto dell’enorme danno di immagine che la comunità ha subìto, non sono sciocchezze, è una questione grave che deve essere risolta da che ne ha il dovere, senza indugi e con risultati certi.
Vogliamo parlare anche di Piero, per certi versi vittima anche lui, è un operaio stradale, quelli che vediamo riparare le strade, spesso sotto il sole cocente, i suoi vicini, i parenti, gli amici, chi lo conosce, tutti concordano che è un brav’uomo, come difficilmente se ne trovano. Evidentemente il proverbio, quello che dice che quando una persona buona perde la pazienza combina disastri, sembra confermarsi.
Chi può, per favore, li adotti, ci sono anche loro.
Concludendo: Un duplice omicidio è una tragedia immensa che merita solo cordoglio e una condanna senza appello. Quello che è inaccettabile è trasformare il dramma familiare in strumento di propaganda politica ed ideologica, gettando nel discredito un’intera città. Cercare di capire cosa abbia portato una persona a un gesto così estremo non significa giustificare, significa cercare la verità affinché questi drammi non avvengano più.
Kety, Mirko, che possano veramente trovare quella pace che ogni essere umano si merita.


